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Sesso e lucertole a Melancholy Cove Christopher Moore ed. Elliot
Minirecensione su questo libro bello, bello, bello. Hard boiled, giallo, fantasy, surreale, horror, ironico. Un paesino della costa ovest, dei personaggi squinternati eppure molto umani. Un mistero, un mostro e il prozac, tanto prozac. Da leggere come antidepressivo (al posto del prozac ovviamente).
Non so voi, ma io nella vita ho pochissime certezze. Una di queste e' che nel periodo pre-natalizio la TV passera' sicuramente "Una poltrona per due", "La vita e' meravigliosa", "Miracolo sulla 34 strada", piu' tutta una serie di film mielosi e strappalacrime, perche' a Natale, è cosa nota, siamo tutti piu' buoni. MA CHI L'HA DETTO? Che poi gli Americani abbiano sta mania del lieto fine e del politically correct si sa, ma ogni tanto bisognerebbe cambiare registro. Eccheccavolo, facciamo una strage sul finale, Babbo Natale ha un incidente con la slitta e si rompe una gamba, sulla 34 strada si abbatte la un tornado, un fulmine, una maledizione divina.... altro che miracolo! Come da copione invece ci sciroppiamo film col nostro vecchietto barbuto, panzuto e vestito di rosso che distribuisce regali a destra e a manca e fa felice il bambino sfigato di turno. Per una volta in vita sua facciamolo comportare male, che pure lui sarà stufo di tutto sto buonismo. Pensate un po' se il suo motto fosse«I don't care if you're naughty or nice.» O ancora «Get Naughty this Holiday Season.» Prendi un Babbo Natale e il suo Elfo e mettili a rapinare centri commerciali la vigilia di Natale. Mettici che Babbo Natale e' cinico, insensibile e sempre ubriaco, fuma come un turco e fa sesso con donne ciccione. Gli ingredienti ci sono tutti per un Natale molto poco politically correct. Si vabbe', il bambino grasso e sfigato da far felice e l'happy end ci sono pure qui, ma tutto quel che ci sta in mezzo è assolutamente irriverente, indegno, inaccettabile, improbabile, improponibile e sconveniente. Tutto questo e' Bad Santa, black comedy magistralmente interpretata da Billy Bob Torthon, che ha al suo attivo tutta una serie di psicopatici, ritardati, bad guy, fuori di testa, insomma.... un ruolo un po' normale non me lo ricordo.
Di La Ric (del 15/12/2011 @ 09:35:39, in Nerdate, linkato 1403 volte)
NERD: è un termine della lingua inglese con cui viene chiamato chi ha una certa predisposizione per la ricerca intellettuale, ed è al contempo tendenzialmente solitario e con una più o meno ridotta predisposizione per la socializzazione. Lo stereotipo vede queste persone affascinate dalla conoscenza, specialmente quella riguardante la scienza e la matematica. GEEK: è un termine di origine anglosassone, indicante una persona affascinata dalla tecnologia. Il significato di geek non coincide con quello di nerd avendo una connotazione positiva almeno tra coloro che si fregiano del termine e amano etichettarsi in tal modo. OTAKU: è un termine della lingua giapponese che dagli anni ottanta è utilizzato anche per indicare le persone interessate in modo appassionato e/o ossessivo a qualcosa, generalmente manga, anime, e videogiochi.
In questi giorni si e' fatto un gran parlare su Booksandnegative e sul gruppo di FB MoonBase di questi termini e del significato che la gente ci vede quando te li appioppa. Il mio fidanzato rientra perfettamente in tutte e 3 le categorie sopracitate. Io abbastanza nella terza e un po' meno nelle prime due. Lui comunque dice che io sono mooolto nerd perche' so installare e configurare un router senza bisogno di aiuto nonostante sia una femmina e perche' porto con disinvoltura magliette con la scritta "Bazinga" o "Nobody expects the spanish inquisition". Per come la vedo io, poter configurare il router senza dover ricorrere all'aiuto di qualche maschietto e' una cosa figherrima, quanto alle magliette... non so giudicate voi. Ragion per cui, quando mi danno della nerd, mica mi offendo, anzi mi fa piacere. E per concludere non posso fare altro che postare il trailer di un film che, chi come me non e' piu' un giovincello, si ricorderà sicuramente.
La maschera del Demonio di Mario Bava (1960) con Barbara Steele, John Richardson, Andrea Checchi, Ivo Garrani Genere: Horror/Gotico
La maschera del Demonio e' una speciale maschera di tortura che si basa sul principio della Vergine di Ferro: aculei lunghissimi all'interno. La principessa Katia Vajda e il suo amante vengono condannati a morte per stregoneria. La punizione consiste nell'indossare la Maschera del Demonio (ed e' chiaro che quando i chiodi si conficcano nel cervello si crepa seduta stante) e poi essere arsa sul rogo. Ad eseguire la sentenza e' il di lei fratello, con degli imprecisati incappucciati, che pero' sembrano essere dalla parte dei buoni. Sfiga vuole che proprio in quel momento arrivi un acquazzone a spegnere le fiamme e il rito di purificazione rimanga incompiuto. Questo l'antefatto, che poi sarebbero i primi fotogrammi del film, quindi non preoccupatevi che non ho spoilerato. 200 anni dopo la storia riprende. Ci sono i discendenti della strega, tra cui una principessina che guarda caso e' la sua fotocopia precisa precisa. Ci sono un dottore e il suo assistente giovane e figo, perche' si sa, la storia d'amore ci vuole. Ma naturalmente ci vuole anche la vendette (della contessa verso i suoi discendenti). Nonostante le premesse forse un po' scontante per la cinematografia attuale, il film e' un gran bel film. Non dimentichiamo che e' stato girato nel 1960, quando non c'era la tecnologia, ma solo la bravura di attori, registi e tecnici. L'atmosfera e' gotica e inquietante, proprio come si addice a un film che ha la pretesa di far paura. E un po' di paura la fa, magari non tanta, ma qualche momento di angoscia genuina c'e' eccome. Ci sono scene esplicite e forti: la marchiatura, la maschera che conficca i suoi aculei nel viso della contessa, con relativi schizzi di sangue, il viso sfigurato della stessa quando torna per compiere la sua vendetta. Insomma, nulla da invidiare agli splatter moderni. La sceneggiatura e' solida e l'uso del bianco e nero si rivela azzeccato nel creare l'atmosfera, quasi come in certi horror degli anni '30. Il cast e' composto da attori di primordine, alcuni presi in prestito al teatro. Barbara Steel, la scream queen del cinema horror anni '70, e' perfetta per il doppio ruolo di strega/fanciulla. I suoi occhi riescono a trasmettere la paura e lo sgomento della principessina e allo stesso tempo la ferocia e la sensualita' della strega. Voto: 7.5
Cripte e incubi - Dizionario dei film horror italiani Manuel Cavenaghi - Ed. Bloodbuster
Dopo aver acquistato questo libro, confesso pubblicamente la mia ignoranza in tema di horro italiano. Il libro non e' solo un dizionario dei film horro italiani dal 1957 al 2010 ma contiene anche: "Tombe aperte... bare vuote - Breve itinerario nel cinema horror italiano" "Io zombo, tu zombi... lei ride - Le parodie" "Anni '70: sceneggiati da paura" di Stefano Di Marino "Quando Alice ruppe lo schermo - I film per la TV" Galleria fotografica dei protagonisti con filmografie Indice dei registi con filmografie Indice dei musicisti con filmografie
A questo punto se volete farvi una cultura in merito non vi resta che acquistarlo. Non dimenticate di fare un giro sul sito di Bloodbuster e, se siete di Milano, di andare direttamente al negozio a scoprire dal vivo il cinema di genere, ma non solo
Evabbe' ... ormai la moda delle classifiche impazza e pure io mi sono lasciata trascinare. Ecco qui la mia classifica dei primi 15 film in assoluto, fatta di getto, senza starci a pensare su troppo, perche' altrimenti i film sarebbero diventati 50 come minimo :-p Ci tengo a precisare che, a parte i primi due, che sono effettivamente ai primi 2 posti della classifica, gli altri li metto piu' o meno a parimerito. Nel senso che se la riscrivessi ora, i primi due film non cambierebbero, ma qualcuno degli altri probabilmente si
1) Ombre rosse (John Ford) 2) Sentieri selvaggi (Jon Ford) 3) Exiled (Jonnie To) 4) Rosso sangue (Leo Carax) 5) The Killer (John Woo) 6) Quarto potere (Orson Welles) 7) Il dott. Stranamore (Stanley Kubrik) 8) Il senso della vita (Monty Python) 9) Breakfast on Pluto (Neil Jordan) 10)Excalibur (Jphn Boorman) 11) Corvo Rosso non avrai il mio scalpo (Sidney Pollack) 12) A colazione da Tiffany (Blake Edwards) 13) My beautiful laundrette (Stephen Frears) 14) Another country - La Scelta (Marek Kanievska) 15) I duellanti (Ridley Scott)
Agghiacciante! Non ci sono altre parole per descrivere questo film. Il tema del trapianto di organi e della clonazione era gia' stato trattato in altri film, come per esempio "The Island" o "Repo Men". In quei film pero' l'ambientazione era in una societa' non ben ubicata temporalmente, ma sicuramente in un futuro distopico e questo contribuiva a rendere tutto meno reale. Qui invece siamo in un collegio nell'Inghilterra del 1978. Il paese sta dando il meglio di se gia' da un pezzo in campo musicale, cinematografico, teatrale e niente di questo sembra entrare in quella scuola. Nulla che possa avere un collegamento al mondo reale, non un riferimento a un parente, a un personaggio del tempo, a un disco, non un gita. Tutto è "low profile", le divise, il corpo insegnante, gli ambienti, tutto sa di antiquato. Se all'inizio del film non fosse stato specificato l'anno si potrebbe pensare di essere negli anni '50. In questo sfondo si muovono Kathy, Ruth, eTommy e i loro sentimenti l'uno per l'altro. Finche' un giorno un'insegnante spiega agli allievi che sono dei cloni di altre persone, venuti al mondo con il preciso scopo di donare gli organi. Dopo i 18 anni verranno trasferiti in fattorie e aspetteranno di essere chiamati per il trattamento, che in genere si completa alla terza donazione. Il resto del film racconta le vite dei 3 ragazzi, le loro relazioni interpensonali, il trasferimento alla fattoria, la separazione, e l'incontro dopo anni e dopo donazioni. Le loro vite sono fuori dal mondo reale, ma i loro sentimenti sono gli stessi di qualunque altro essere umano. Quiesto film va visto con la consapevolezza che creera' una sofferenza immensa, perche' e' reale, verosimile, perche' sembra vero, perche' potrebbe essere successo tranquillamente in qualunque paese del nostro civilissmo mondo.
Che siccome che noi su Moon Base facciamo un sacco di cose, ma piu' che altro cazzeggiamo allegramente, abbiamo un sacco di tempo per pensare a iniziative balzane come il Risorgimento di tenebra. Prima di tutto cosa e' Moon Base? E' un gruppo di FB nato per condividere la passione per la fantascienza, il fantastico, le serie tv del passato come U.F.O., Star Trek, Spazio 1999 e affini. E' un gruppo serio? No decisamente no, è un gruppo dove si cazzeggia, ci si diverte, si impersonano ruoli, si conoscono persone e, soprattutto, non ci si prende sul serio. Con queste premesse vi racconto di Risorgimento di tenbra. Risorgimento come periodo storico, ma anche come risorgimento di cadaveri putrefatti altrimenti detti Zombie. Quindi un bel 1800 pulp, horror, steam punk, zombesco e chi piu' ne ha piu' ne metta. Presto altre informazioni sempre su questi stessi schermi.